Ventidotti
Per comprendere la lezione delle ville di Costozza e dei loro ventidotti occorre iniziare da una riflessione su scala globale innescata dalla tardiva ma necessaria presa di coscienza del cambiamento climatico in atto. La crescita dei grandi centri urbani come Pechino o Mumbai è rapida e inesorabile e si prevede che continui almeno fino alla metà del secolo in corso. Per governare tale spinta serve una nuova prospettiva pla- netaria che getti uno sguardo d’insieme sull’equilibrio delle dinamiche ecologiche e sull ́influenza che le attività umane hanno su di esso. Siamo ufficialmente entrati nell’Antropocene, una nuova era geologica ma anche un termine provocatorio che suona come avvertimento e promemoria delle nostre responsabilità e del nostro impatto sui processi naturali.
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Se dunque la distinzione tipica dell’epoca moderna tra natura e cultura, tra artificiale e naturale, viene meno, possiamo e dobbiamo ripensare il rapporto tra ambiente costruito, paesaggio e clima, riscoprendo un approccio regionale che considera il clima e la sua manifestazione atmosferica come risorsa energetica per creare ambienti condizionati e per ridurre la distanza tra le persone e il territorio.